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Unilever sorprende il mercato: i volumi registrano il ritmo di crescita più elevato degli ultimi 16 anni

Unilever ha segnalato che la sua trasformazione a lungo termine sta iniziando a produrre i primi risultati visibili, che hanno sorpreso persino il mercato stesso. L’azienda è recentemente riuscita ad accelerare la crescita, modificando al contempo la propria struttura in un modo che gli analisti non si aspettavano. È importante sottolineare che questo cambiamento è guidato non solo dalla strategia dei prezzi, ma anche da una vera e propria ripresa della domanda di prodotti nelle categorie chiave. Questo sviluppo solleva la questione se ciò segni l’inizio di un’inversione di tendenza duratura in una delle più grandi aziende di beni di consumo al mondo.

Unilever sorprende il mercato: i volumi registrano il ritmo di crescita più elevato degli ultimi 16 anni
Il trimestre più forte non è stato determinato dagli aumenti dei prezzi

Nel primo semestre dell’anno, Unilever ha registrato una crescita organica del fatturato del 4,8%, con un aumento del volume delle vendite del 4,2% e dei prezzi dello 0,6%. Nel secondo trimestre, il ritmo ha subito una significativa accelerazione. La crescita organica del fatturato ha raggiunto il 5,8% e i volumi sono aumentati del 5,5%. Ciò significa che quasi tutta la crescita è derivata da un effettivo aumento delle vendite dei prodotti, non da aumenti dei prezzi. Per un’azienda di beni di consumo, questo è un segnale significativo, poiché indica una ripresa della domanda per i suoi marchi anche in un contesto in cui le famiglie rimangono sensibili ai prezzi.[1]

Il fatturato trimestrale ha raggiunto i 13 miliardi di euro, con un aumento del 3,8% su base annua. Per il primo semestre dell’anno, l’azienda ha registrato un fatturato di 25,6 miliardi di euro, pari a una crescita di appena lo 0,5%. La discrepanza tra la forte crescita organica e la modesta crescita del fatturato riportato è dovuta principalmente al rafforzamento dell’euro e all’andamento sfavorevole di altre valute. Le fluttuazioni valutarie hanno ridotto la crescita di circa 4,9 punti percentuali. Per gli investitori, quindi, in questo caso l’andamento dei volumi è più significativo rispetto alla variazione del fatturato dichiarato in sé.1

Dove, Vaseline e Cif hanno dimostrato la forza dei marchi chiave

I marchi più importanti di Unilever, che l’azienda definisce “Power Brands”, rappresentano circa il 78% del fatturato totale. Nella prima metà dell’anno, hanno registrato un aumento del fatturato organico del 6% e del volume delle vendite del 5,4%, superando i risultati complessivi del gruppo. Nel secondo trimestre, le vendite della divisione Bellezza e Benessere sono aumentate dell’8,1%, quelle della divisione Cura della Persona del 5,9% e quelle della divisione Cura della Casa addirittura del 9,1%. La crescita è stata trainata principalmente dai marchi Dove, Sunsilk, Vaseline e Cif, molti dei quali hanno registrato tassi di crescita a doppia cifra.1

Allo stesso tempo, Unilever ha continuato a investire massicciamente nella pubblicità e nella promozione dei propri marchi. Gli investimenti di marketing hanno raggiunto il 16,1% del fatturato e il management ha concentrato la spesa su innovazioni di fascia alta, campagne digitali e attività legate ai Mondiali. L’azienda sta cercando non solo di incrementare le vendite a breve termine, ma anche di rafforzare la posizione dei suoi marchi principali in categorie con un potenziale di crescita più elevato. Il risultato è una crescita dei volumi e un aumento delle quote di mercato nei settori della cura della persona, dei cosmetici e dei prodotti per la casa.1 [1]

I mercati emergenti sono diventati il principale motore della crescita

I mercati emergenti rappresentano circa il 60% del fatturato di Unilever e hanno determinato un aumento del 7% delle vendite organiche nella prima metà dell’anno. Nel secondo trimestre, la crescita ha registrato un’accelerazione all’8,3%, con i volumi in aumento del 7,4%. L’India ha registrato risultati particolarmente positivi, con le vendite organiche in crescita del 10% nel secondo trimestre. Anche le divisioni dei prodotti per la cura della casa e dei capelli hanno raggiunto in quel Paese quote di mercato record. L’Indonesia ha registrato una crescita del 7% nella prima metà dell’anno, mentre l’America Latina del 7,6%.1

L’andamento nei mercati sviluppati è stato nettamente più debole. In Europa il fatturato organico è sceso dello 0,9%, mentre in Nord America è cresciuto del 2,7%. Nel secondo trimestre, la crescita in America Latina ha registrato un’accelerazione all’8,9%, trainata quasi interamente dall’aumento dei volumi. I risultati confermano che la crescita futura di Unilever dipenderà in gran parte da India, Brasile, Indonesia e altri paesi con consumi in aumento. Sono proprio questi mercati che possono aiutare l’azienda a compensare i risultati più deboli in Europa e il rallentamento registrato in altri mercati sviluppati.1

La redditività rimane solida e gli azionisti ricevono più capitale

L’aumento dei volumi ha iniziato a riflettersi anche nei risultati finanziari. L’utile operativo rettificato ha raggiunto i 5,2 miliardi di euro nel primo semestre dell’anno, con un aumento dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il margine operativo rettificato è aumentato di 0,1 punti percentuali, attestandosi al 20,3%. L’utile netto, tuttavia, è sceso del 3,5% a 3,3 miliardi di euro, mentre l’utile diluito per azione è diminuito del 2,5%. L’utile per azione rettificato, invece, è salito del 2,4% a 1,61,1 euro

Anche l’andamento dei flussi di cassa è stato positivo. Il flusso di cassa libero è aumentato di circa 500 milioni di euro, attestandosi a 1,5 miliardi di euro. Unilever ha inoltre completato un programma di riacquisto di azioni proprie da 1,5 miliardi di euro e ha aumentato il dividendo trimestrale del 3%, portandolo a 0,4664 euro per azione. L’azienda ha inoltre portato a termine in anticipo rispetto al previsto un programma di miglioramento della produttività che avrebbe dovuto generare risparmi annuali pari a 800 milioni di euro. La maggiore generazione di liquidità e i risparmi consentono al management un maggiore margine di manovra per investire nella crescita e premiare ulteriormente gli azionisti.1 [2]

Le previsioni riviste al rialzo rendono i risultati una storia di investimento ancora più interessante

A seguito di un primo semestre solido, il management ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno 2026. La crescita organica delle vendite dovrebbe attestarsi tra il 4% e il 6%, con un aumento del volume delle vendite previsto pari a circa il 3%. Prima della pubblicazione dei risultati, la società aveva previsto una crescita nella fascia più bassa di questo intervallo e un aumento dei volumi di almeno il 2%. Nella seconda metà dell’anno, la crescita organica dovrebbe attestarsi tra il 4% e il 5%, questa volta con un maggiore contributo derivante dall’aumento dei prezzi. Unilever prevede inoltre un leggero miglioramento del proprio margine operativo rettificato rispetto al livello del 20% registrato nel 2025.1 [3]

Una parte importante della strategia di investimento rimane lo scorporo della divisione alimentare e la sua fusione con McCormick. Nel secondo trimestre, la divisione alimentare ha registrato una crescita organica del fatturato pari solo allo 0,2% e un calo del volume delle vendite dello 0,1%, mentre tutte le altre divisioni sono cresciute a un ritmo significativamente più rapido. I risultati avallano quindi la strategia del management volta a trasformare Unilever in un’azienda più focalizzata, incentrata su cosmetici, cura della persona e prodotti per la casa. Per gli investitori, la domanda chiave sarà se l’azienda riuscirà a tradurre l’attuale slancio in una crescita degli utili a lungo termine, margini più stabili e un utile per azione più elevato.[2] [4]

[1,2,3,4] Le dichiarazioni previsionali si basano su ipotesi e aspettative attuali, che potrebbero rivelarsi inesatte, oppure sull’attuale contesto economico, soggetto a cambiamenti. Tali dichiarazioni non costituiscono garanzie di risultati futuri. Esse comportano rischi e altre incertezze difficili da prevedere. I risultati effettivi potrebbero differire sostanzialmente da quelli espressi o impliciti in qualsiasi dichiarazione previsionale.


[1] https://www.unilever.com/files/unilever-q2-2026-results-full-announcement.pdf

[2] https://www.reuters.com/business/retail-consumer/unilever-beats-second-quarter-sales-growth-estimates-2026-07-28/

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